Riconquista l'autostima dopo l'intervento di stomia

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Il periodo dell’immediato postoperatorio e tutta la strada verso la riabilitazione, sono caratterizzate da un particolare stato emotivo, carico di stress: si è soggetti, infatti, ad un considerevole dispendio di energie fisiche e mentali. Abituarsi all’idea di vivere con la stomia, imparare a gestirla sono tutti passaggi che difficili da affrontare, soprattutto all’inizio, quando non si è ancora capito come effettivamente cambierà la propria vita e si è travolti da un vortice di emozioni complicato da gestire; emozioni contrastanti e dettate dallo sconforto, quasi tutte con un comune come filo conduttore: la paura. La paura di non saper gestire la stomia, di confrontarsi con gli altri, di affrontare la malattia, di sentirsi diverso. La paura è considerata delle emozioni primarie, ovvero una emozione innata ed universale, definita come uno stato di apprensione in prossimità di un vero o presunto pericolo. Dunque si tratta di una reazione normale dell'uomo di fronte a qualcosa che viene percepito come una minaccia, è un campanello di allarme che ci mette in allerta.

Se impariamo a guardare da un altro punto di vista paura in un certo senso è positiva poiché ci porta ad organizzare tutte le nostre risorse e le nostre energie per poter fronteggiare una determinata situazione.

È perfettamente normale emozioni contrastanti: l'importante è imparare ad esternarle per riprendere il controllo
Marina Eramo, Psicologa e consulente ConvaTel

Marina Eramo, Psicologa e consulente ConvaTel

Le figure di riferimento

Il primo passo da compiere è accettare la stomia come una nuova parte di se stessi: è fondamentale sapere di non essere soli in questo percorso. In primis, puoi contare sul supporto di figure professionali qualificate che, grazie alla loro esperienza e ai loro consigli, ti aiuteranno ad orientarti in questo percorso. Quando incontriamo altre persone che vivono la nostra stessa esperienza, invece, riusciamo a guardare le cose da un’altra prospettiva. Il che ci aiuta a riprendere consapevolezza in noi stessi, fiducia nelle azioni che compiamo. Non solo: confrontandoci con altri che sanno come ci sentiamo e cosa stiamo vivendo, mettendo a disposizione gli uni gli altri le soluzioni che abbiamo appreso nel nostro percorso, ci aiuta a ridimensionare le nostre paure, a sentirci utili. In altre parole, a non sentirci diversi, ma come gli altri. Se non conosci altre persone stomizzate, contattaci: possiamo indicarti dove si trova l’Associazione dei pazienti più vicina a casa tua.

Perchè parlarne?

A volte, può essere d’aiuto parlare, invece, con una persona che non si conosce. Vi è mai capitato di trovarvi sul treno, o in aereo, e scambiare due chiacchiere con una persona incontrata sul posto? Se ci pensate, vi accorgerete che le avrete raccontato con leggerezza cose di voi che non pensavate avreste condiviso. Questo perché l’altro, non conoscendovi, non può avere pregiudizi, non può giudicarvi. Probabilmente, che questa “chiacchierata” informale vi abbia in qualche modo “alleggerito”, lasciandovi una sensazione di benessere.

Parlare al telefono ha lo stesso benefico effetto, perché quando non si ha una persona di fronte, non si possono interpretare le espressioni del viso, i movimenti del corpo: tutti segnali che, inconsciamente, ci condizionano e ci limitano nell’esprimere le nostre emozioni.

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